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Il dott. Costantino Ciari medico chirurgo presso la sezione di urologia dell'Ospedale di Montevarchi che denunciò lo scandalo della cartella clinica corretta di un paziente deceduto è stato assolto dall'accusa di aver diffamato la AUSL, lo ha stabilito con sentenza il Tribunale civile di Arezzo.
In data 30 gennaio 2007 la dott.ssa Monica Calamai Direttore Generale della AUSL n.8 di Arezzo indiceva una conferenza stampa con lo Stato Maggiore della AUSL al completo, e dichiarava ai Giornali e alle Televisioni che l'Azienda avrebbe citato in giudizio il dott. Ciari specificando che la somma cui fosse stato condannato sarebbe stata devoluta in beneficenza.
Con atto di citazione notificato il 2 maggio 2007 la AUSL n.8 conveniva in giudizio il dott. Ciari chiedendone la condanna al risarcimento dei danni nella misura di euro 100.000,00 (centomila/00).
L'Azienda Sanitaria assumeva di essere stata diffamata dal dott. Ciari per aver costui detto di essere stato “spostato” nel corso della intervista rilasciata a “Striscia La Notizia” di canale 5 andata in onda il 23 novembre 2006 con la quale aveva denunciato la vicenda della cartella clinica corretta di un paziente deceduto, correzione che si era rifiutato di eseguire e che era stata poi fatta dal responsabile della sezione di urologia dott. Migliari e dal dott. Leone.
Il dott. Ciari difeso dall'Avv. Dario Locci si costituiva in giudizio contestando la fondatezza della domanda, rilevando che prima di ricorrere alla televisione aveva informato i dirigenti dell'Azienda sui gravi abusi di cui era vittima chiedendo di porre riparo a quanto stava accadendo senza combinar niente.
Nessuno dei dirigenti aveva mosso un dito anzi lo avevano perseguito con azioni concertate.
Solo con il passaggio dei giornalisti di “Striscia la Notizia” avvenuto la mattina del 21/11/06 era iniziato il “fuggi fuggi” dei dirigenti dell'Azienda per tentare di riparare alle loro gravi omissioni.
Il dott. Ciari eccependo l'insussistenza della diffamazione rilevava altresì come le frasi pronunciate durante l'intervista oggetto di causa non fossero state riprodotte integralmente nel corso del programma televisivo del 23/11/06, ed in particolare come la frase “è arrivato un fax nel quale mi si diceva che io ero stato spostato”, nell'intervista rilasciata all'inviato di “Striscia La Notizia” continuasse con le parole “alle dirette dipendenze del primario di urologia di Arezzo, Dott. De Angelis”.
In sintesi il dott. Ciari si era limitato soltanto a riferire il contenuto della comunicazione via fax ricevuta e a sollevare fondate critiche al provvedimento della Direzione sanitaria che andava ad incidere di fatto sulle modalità di svolgimento del suo lavoro mettendolo in difficoltà mentre lasciava del tutto inalterate le funzioni dei medici autori della correzione invocando al riguardo le esimenti del diritto di cronaca e di critica.
Il Tribunale in persona del Giudice Unico dott. Alessandra Guerrieri con sentenza n.711 del 11/08/09 pubblicata il 13/08/09 ha rilevato che nell'intervista integrale rilasciata dal dott. Ciari appaiono pienamente rispettati i limiti dell'esimente del diritto di cronaca e di critica, sia sotto il profilo della rilevanza sociale dell'argomento che della correttezza formale dell'espressione e pertanto ha respinto la domanda di risarcimento della AUSL che ha condannato alle spese di lite.
L'atto di citazione il cui vero scopo era quello di intimidire e fiaccare la resistenza del dott. Ciari non è andato a segno e pertanto nulla sarà devoluto in beneficenza dall'Azienda come annunciato dagli spavaldi dirigenti che dovrà invece pagare le spese di lite.
Se del caso l'Azienda avrebbe potuto rivolgersi per il taglio dell'intervista a Mediaset chiedendo una rettifica o convenirla in giudizio come preannunciato nella bellicosa conferenza stampa, ammesso e non concesso che i telespettatori avessero inteso ciò che non era.
Ma non questo interessava, l'importante era cercare un pretesto, il pelo nell'uovo che non c'è, per colpire il dott. Ciari che aveva reso pubblica una vicenda che doveva rimanere nascosta sotto una fitta trama omertosa.
Il dott. Ciari vessato e accerchiato da colleghi, superiori e dagli stessi vertici aziendali, la vicenda della cartella clinica è solo un tassello del mosaico, è ricorso al Giudice del Lavoro per essere risarcito dei danni biologico, morale, esistenziale e alla professionalità per cui ha chiesto la somma complessiva di euro 624.473,00 (seicentoventiquattromilaquattrocentosettatatre/00).
Il difensore del dott. Costantino Ciari
Avv. Dario Locci
Fonte:Arezzonotizie.it
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